I miei viaggi itineranti

Marocco

Martedì 6 AgostoArriviamo a Bologna alle ore 4.45 e mentre facciamo colazione incrociamo Ligabue! Il nostro volo Iberia Air Nostrum IB8785 da Bologna parte puntuale alle h 6.50; l’arrivo a Madrid Terminal 4 è previsto alle h 9.20. Il nostro volo è in anticipo per fortuna quindi abbiam il tempo per prendere il volo che parte da Madrid Terminal 4S Volo Iberia IB3340 delle h 10.20 che arriva a Marrakech Menara alle h 11.20. Prendiamo lo shuttle tra Terminal4 e Terminal 4S (4 min di percorrenza). Atterriamo a Marrakech alle ore 11.20 (il fuso orario Marocco è 1 h di meno rispetto all’Italia).  Scambiamo 150 euro in aeroporto. Un driver ci aspetta all’uscita degli arrivi con Dar El Souk sign. Una volta atterrati dobbiamo compilare un modulo in cui dobbiamo inserire la nostra destinazione: Dar El Souk Mellah Marrakech e ad ogni albergo dovremo compilare questo modulo con dati passaporto.
Il driver ci lascia nella Place des Ferblantiers, ci rendiamo conto fin da subito del caos che caratterizza Marrakech e il Marocco in generale: motorini con 2,3 a volte anche 4 persone, tutte ovviamente senza casco, carretti trainati da un asino, macchine tutte ammaccate, sono già preoccupata per quando dovremo prendere la macchina, ma abbiamo 3 giorni per abituarci. Nella piazza c’è Mohammed del Riad che ci attende, un signore con il carretto ci prende i nostri bagagli pesanti, li carica e va verso il riad, tanto sa la strada (lo paghiamo 2 euro (20 dhs), il gestore del riad è molto gentile, ci spiega già cosa prendere come punti di riferimento per tornare al Riad da soli la sera, ci accoglie nel giardino del Riad con il the marocchino ovvero the verde alla menta di benvenuto e qualche dolcetto! Squisito! La nostra camera è molto graziosa, pulita e in stile marocchino con lampade e ceramiche! Ci fornisce una mappa dove ci indica i punti di interesse e ci parla anche di una spa privata, dove fare massaggio con olio e hammam, decidiamo di provarlo e ce lo facciamo prenotare al costo di 700 Dh per 2 persone per il pomeriggio di giovedì 8 alle ore 15.30. Dopo una rinfrescata e avere deposto passaporti e soldi in cassaforte, andiamo alla scoperta di Marrakech (p.58). Sono oramai le ore 13, inizio a rendermi conto di quello che avevo letto nella guida, i motorini che passano negli stretti vicoli della città, infatti occorre sempre tenere la destra e far attenzione, ma è il bello di questa città. Sbagliamo strada (anche se ho scaricato i vari punti di interesse preventivamente su maps.me) e ci ritroviamo nella Piazza Jemaa El Fna (p. 58 e p. 82). Sono le 15, c’è davvero molto caldo e la piazza è pressochè morta, al che invertiamo la rotta e andiamo verso  Place des Ferblantiers lattonieri per laboratori: vi si affaccia il Cafè de Paris che la terrazza sul tetto,non ci saliamo visto l’ora calda e c’è anche parecchia cappa; diversi procacciatori di clienti dei ristoranti iniziamo ad avvicinarci per chiederci per il pranzo, che rifiutiamo con no chucran, ovvero no grazie in arabo, cosa che arriveremo a dire alcune centinaia di volte!
Ci dirigiamo verso il  Palais El Badii (p. 66 – h 9-17) che è stato il più elegante palazzo del Marocco  (non ci entreremo) e notiamo i nidi di cicogne sul tetto. Percorriamo un lato ma poi tornaimo indietro per seguire l’app e dirigerci verso  il Cafè Clock (p. 82) dato che la fame si fa sentire e sono le 16 passate. Percorriamo rue de la Kasbah che è una via di un quartiere popolare e povero e arriviamo a destinazione. Ci accomodiamo nel giardino vicino al ventilatore e ordiniamo un piatto con patatine e il famoso per hamburger di cammello. Carne molto buona, anche se il pane risulta duro. Accompagnato da un frullato di frutta e uno smoothies di frutta! Terminato il pranzo delle 16.30 saliamo sulla terrazza per ammirare e fare qualche foto al meraviglioso panorama su kasbah. Sentiamo anche il richiamo alla preghiera, sempre molto affascinante e vedo una famiglia intera su un motorino, in 4 tutti ovviamente senza casco. Riprendiamo la via verso il centro, notiamo carrozze con cavalli sempre gli immancabili motorini e passiamo a fianco delle Tombeaux des Saodiens che però sono oramai chiuse e che decidiamo di visitare domani mattina.
Ci dirigiamo quindi alla Koutoubia Mosque (p. 58 – chiusa ai non mussulmani) il cui minareto è simbolo di Marrakech) per vedere i colori bellissimi al tramonto. Sono oramai le 18.30, scatto qualche fotografia e da qui andiamo verso la Piazza Jemaa El Fna (p. 58 e p. 82) dove si nota finalmente il movimento soprattutto dal tardo pomeriggio: noi arriviamo che sono già montati, ci sono incantatori di serpenti, portatori d’acqua, addomesticatori di scimmiette (povere), donne che fanno tatuaggi all’hennè, cartomanti, banchetti che ti fanno spremute di frutta fresca per 10 o 20 ddhs, danzatori. Verso le 15.30 gli 80 ristoranti vengono montati nel giro di un’ora. Devo ammettere che tutto questo è davvero affascinante. Mentre facciamo qualche foto, uno che dice di avere lavorato in Italia ci attacca la pezza, poi ci offre del fumo, anche a gratis (come no!) dice che è sicurissimo e lui amico del poliziotti (come no) e al nostro rifiuto gentile ci chiede qualche soldo poiché senza lavoro.. Iniziamo a entrare a contatto con alcuni personaggi di questo popolo (per fortuna non saranno tutti così). Dopo questa esperienza torniamo verso il centro della piazza,  Dome decide di fare cena nella bancarella n. 1 con una porzione media di escargot, le lumache per 10 dhs (meno di 1 euro) accomodati sugli sgabelli intorno al carretto e Dome se lo gusta! Dice che sono buonissime, io mi rifiuto di assaggiare ma assaggio un sorso della zuppetta!
Terminata continuiamo la fila di bancarelle sempre con lo zaino davanti per timore dei borseggi (reduce delle letture sulla sicurezza) e ci fermiamo in un altro banchetto per farci la prima spremuta del nostro viaggio marocchino: arancia mela e ginger. Mentre aspettiamo io mi guardo attorno si avvicina un mendicante cieco, e una donna per farmi un tatuaggio all’henne!
Ecco la prima marocchinata: la tizia tutta coperta mi chiede se lo voglio, io le dico in francese forse domani, lei mi prende la mano e mi fa un regalo (con il cavolo) poi arriva la sua amica che me lo finisce in 2 minuti e poi ovviamente mi chiede i soldi! 200 dhs che trattiamo a 120! A fine giornata non rimarrà più nulla! Intanto la spremuta è squisita e rigenerante! Ci godiamo la piazza, la giriamo intorno, noto i banchetti camioncini che vendono scarpe e sandali in pelle, lampade in ottone (che non comprerò!) ceramiche, non faccio nessuna foto poiché sono timorosa che nel fare foto mi chiedano soldi! Come dice la guida, nulla a Marrakech è gratis!
Sono oramai le 20 passate, siamo stanchi dal viaggio,e decidiamo di andare verso l’hotel per docciarci ed eventualmente uscire dopo. Dopo la doccia però decidiamo di andare sulla terrazza sul tetto del riad per goderci la serata, rilassarci e prenderci un the, saliamo i 3 piani e ci accomodiamo sulle due sedie divano! Si sta da dio!
Mercoledì 7 AgostoMarrakech
Durante la colazione diciamo al gestore del Riad che siamo interessati a fare la spa privata e così ci prenota alle ore 16 massaggio ed hamman per domani giovedì 8 agosto.
Ci dirigiamo subito alle Tombeaux des Saodiens (tombe saudiane o saadite p. 67 – h 9-16.45 60 DH), che sono uno dei più begli esempi di architettura islamica in Marocco; abbiamo così evitato la confusione dei gruppi. Usciti passiamo a fianco della Moschea, notiamo le porte e la sala dall’entrata ma ovviamente non si può entrare. Ci dirigiamo verso la Porta Bab Agnaou, la più bella della città, la fotografiamo da fuori e notiamo i nidi di cicogne. Torniamo indietro e percorriamo una strada da cui si intravede una parte delle rovine del Palazzo Reale ovvero Palais El Badi caratteristico per le sue mura color ocra e ci dirigiamo verso Place ded Flebantiers per andare a visitare lo splendido Palais Bahia (p. 66 – 60 DH), qui uno propone di farci da guida, rifiutiamo ed entriamo. Dopo circa 2 h di visita, percorriamo il Suq dell’argento dove contrattiamo un bel bracciale d’argento che regalo al Dome. Ci fermiamo a pranzare lungo questa via al Roti d’Or (p. 80) che fa hamburger tex mex molto buoni e che ci ispira.
Finito di pranzare decidiamo di andare verso la medina e addentrarci così nei suq! Ho sempre in mano il cellulare con maps.me sperando così di non perderci. Percorriamo così la via principale, seguendo il consiglio di non fissare gli articoli dei venditori, andiamo verso la piazza delle spezie, dove c’è segnalato Cafè des Epices (p. 80) in Rabba Kedima: su più piani, posizione meravigliosa nell’ex suq delle spezie. Www.cafedesepices.net identificato come uno dei preferiti dai viaggiatori, ma avendo mangiato da poco non ci fermiamo, tra l’altro la terrazza è al sole delle 16 e fa parecchio caldo. Qui si vendono spezie di ogni tipo, ma siamo attratti soprattutto da camaleonti e tartarughe!
Ritorniamo sulle vie principali sono Souq Semmarine (cheè la via centrale del suq) e Souq el Hebir, e arriviamo in un punto dove vi è il Souq del lattonieri e nel Souq Haddadine (p. 87), ovvero il souq dei fabbri. dove i fabbri sono al lavoro e i negozi vendono oggetti lavorati in rame, soprattutto lampade bellissime. Qui troviamo un ragazzo che dice di non volere soldi ma che ci indica e ci porta nel Souq dei tintori (p. 59) dove si tingono le stoffe con colori naturali.  Qui a detta suo c’è suo zio che è un tintore! Ci fa vedere i colori naturali e poi cerca ovviamente di venderci 2 pashime, una blu cobalto e una marrone color marocco! Sono obiettivamente molto belle ma dobbiamo fare bancomat, al che ci conduce lui agli sportelli, in cui Dome fortunatamente e con astuzia non riesce a prelevare, al che portiamo via la sciarpa blu per 180 DH! Qui mi faccio prendere da panico e non trovo più il cellulare con la mia mappa virtuale! Cerchiamo di tornare quindi al souq dei tintori e incappiamo così nell’amico del Dome, Hamed l’Italiano, che a sua detta ha lavorato tanti anni in Italia (tutti hanno lavorato in Italia!) che però è tornato per risollevare bilancio della sua Farmacia. Lo troviamo lungo la via coperta dei venditori di pelle ovvero la Kissaba (sono gallerie coperte in cui vendono oggetti di pelle) che fa parte del Souq Cherratine.
Si offre di accompagnarci ma una volta che ho trovato il cellulare ci si attacca come una cozza e ci accompagna in un tour turistico nella medina, scoprendo posti devo ammettere che altrimenti non avremmo visto! Decidiamo di saltare il Souq Debbaghine, ovveroil quartiere dei conciatori che però non merita come quello di FesPassiamo nel suq dei lattorieri e fabbri, poi ancora quello dei tintori, poi ci porta a bere il caffè marocchino fatto nella sabbia da Chez Bismilah, che ha un piccola terrazza da cui però non si ha un gran panorama. Gli offriamo pure il caffè, poi ci porta in un negozi di argento dove Dome mi regala un paio di orecchini con la mano di Fatima e infine nella sua farmacia, che è vicino alla Place Rahba Kdima piazza dei farmacisti, famosa per spezie e cosmetici. Qui compriamo un sacco di cose, tra cui olio di argan, radice di zenzero, eucalipto ben 90 gr., crema per funghi, crema per herpes, per un conto totale di 220 euro! Subito non facciamo caso al conto, paga Dome con bancomat, saliamo sulla terrazza (da cui si gode bella vista anche sulla Ben Youssef Madrasa che sarebbela più bella scuola coranica del Paese ma che fino al 2020 rimarrà chiusa per ristrutturazione! E poi Hamed ci porta verso l’uscita della medina, passando dal suq dei venditori di tappeti e precisamente dalla piazza dove si fa l’asta dei tappeti, poi dalla piazza delle spezie  da cui si prende una viuzza che conduce al suq del mercato e dove vi è venditore che apre uno stregone che vende sanguisughe, scorpioni essiccati e anche oggetti per magia nera CERCA NOME
I souq avrebbero meritato fotografie ma sei talmente attento a non farti rompere le palle dai venditori e dai procacciatori del posto che ti senti così sotto assedio che di foto ne abbiamo fatte pochissime! Poi molto probabilmente avrebbero voluto soldi!
Il nostro amico ci accompagna fuori dalla medina e ci saluta! Qui scopro il conto salato della farmacia e inizio a rendermi conto che i marocchini se possono ti fregano tutti! Da qui il motto che ci accompagnerà in questo viaggio: inculite (inculeit). Facciamo un giro nella piazza, oramai tutti si sono posizionati, ci sono anche 4 non vedenti che battono il bastone bianco e che con la loro litania cercano di mendicare.
Alle ore 18 saliamo sulla terrazza de Le Grand Balcon du Cafè Glacier da cui si gode gran vista sulla piazza e vogliamo qui goderci il tramonto!  E’ segnalato anche da Routard e Guida verde.
Ci prendiamo 2 the marocchini che ordini e paghi prima di prendere posto sulla terrazza. Ovviamente i posti vicino alla ringhiera del balcone son già presi ma basta essere svegli e tenere d’occhio chi si alza. Noi facciamo così e puntiamo un tavolo accaparrandocelo alle 18.30 circa! Rimaniamo qui fino alle 22. Ci godiamo tutto l’imbrunire, l’animazione e la piazza che si illumina di sera, con le sue musiche il suo casino, motorini che sfrecciano macchine e tutto il resto. Conosciamo un ragazzo tedesco di origini marocchine che sta facendo le vacanze in Marocco, chiacchieriamo in inglese, molto simpatico e ci scambiamo i numeri di telefono. E’ bellissimo vedere come la piazza si anima e come al momento del richiamo alla preghiera tutto si taccia improvvisamente… Un fascino unico davvero! E poi terminato il richiamo (lì vicino c’è la  Koutoubia Mosque) a poco a poco la vita e il caos riprendono!  Scendiamo alle ore 22, facciamo un giretto ancora per la piazza e andiamo a prenderci un succo di frutta da 20 Dh alla bancarella 14. Ci sono le due bancarelle 14 e 15 che si litigano i clienti, offrendo assaggi si succo, optiamo per la 14 e la 15 simpaticamente ci dice buu! Loro sì che sono simpatici! Gli promettiamo di tornarci un’altra volta e la manterremo! Facciamo altro giretto per il caos della piazza e poi salutiamo il nostro amico e noi torniamo all’hotel.
Dopo la doccia e prima di dormire controlliamo olio di argan e ci viene sospetto che non sia olio di argan, ecco la fragatura, a parte il conto salatissimo! Passiamo una notte del cavolo e ci promettiamo la mattina dopo di fare sentire l’olio ai nostri amici del Riad!
Giovedì 8 AgostoMarrakech
Dopo colazione decidiamo di non farci rovinare il programma dall’incidente di ieri e decidiamo di andare a visitare i Giardini di Yves Saint Laurens. A farci valere dal farmacista ci andremo se avremo voglia nel pomeriggio tardi.
Dato che siamo senza un DH, andiamo a scambiare i soldi nel change consigliato dal nostro Riad (vicino alla Piazza). Prendiamo un taxi contrattando che ci porta fino al Jardin Majorelle (p. 60) in quanto distano circa 1,6 km. Si tratta di uno dei giardini più belli del Paese. Abbiamo visto i bastioni durante il tragitto. Arrivati ci mettiamo in fila e dopo circa 15 minuti entriamo. I giardini sono molto belli, il colore che li caratterizza è il blu cobalto!
Terminata la visita, riprendiamo il taxi sempre contrattando e torniamo  così nella piazza della Moschea. Da qui ci dirigiamo verso il ristorante per il pranzo, anche perché oramai sono e 13 passate! Oggi fa veramente molto caldo, ci saranno 45 gradi, se non 50!
Pranziamo al ristorante El Bahja (p. 81 – h 11-23.30) frequentato da locali lavoratori; vi è anche un paio di turisti accompagnati da una guida. Noi abbiamo pranzato con beef alla griglia per me e Dome si è fatto le frattaglie (cuore, fegato e polmoni) che a detta sua erano squisiti! Speso pochissimo, 10 euro in 2 con insalata e patatine e con mancia personale molto carino. Ci facciamo due passi, il caldo è veramente soffocante e oramai sono le 15 pertanto torniamo verso il Riad, così ci prepariamo per andare alla Spa Koutubia con hamman e massaggio privato. Ci andiamo con una coppia inglese del nostro Riad, e seguiamo le indicazioni del nostro amico del Riad. La spa è veramente il top: prima massaggio all’olio di argan e olio di gelsomino veramente brava durato circa 1 ora! E dopo andiamo al piano di sopra, dove ci aspetta l’hamman su tavolo di marmo con scrub, shampoo e lavaggio con spugna.
Per arrivarci abbiamo girato a sinistra dopo il Cafè de France (entrato in molti film): segnalato per la terrazza ma la vista è molto migliore da Cafè Glacier, infatti noi non ci siam andati.
Usciti dalla spa siamo infinitamente rilassati, davvero tanta roba! E decidiamo di andare a rivendicare il conto, torniamo a riad ci mettiamo sacchetto con roba e ci prepariamo a tornare nella medina. Trovata la Farmacia La Famille scambiamo 2 parole con il farmacista che ci rifà i conti, ci assicura che è olio di argan ma ci regala altro boccetto di olio di argan, crema viso per me e altri 90 gr di eucalipto! Usciamo dalla farmacia finalmente in pace e con la sensazione di esserci un pochino fatta giustizia e giriamo per la piazza. Incotriamo tanti avventori dei 100 ristoranti che vogliono farci cenare da loro e sono davvero simpatici! Ci dirigiamo subito dal banchetto 15 per farci il juice e stavolta andiamo dai concorrenti! Che ovviamente sono troppo simpatici e sono felici che siam tornati! Io gli ho chiedo di poter salire sul camioncino per far la foto, la più simpatica, del viaggio! Veramente troppo simpatici! Poi girovaghiamo ancora un po’ nella piazzaa, al Dome mettono pure attorno il serpente, forse un cobra, e poi decidiamo di andare a cena al banco 29 (il tipo che ci aggancia ricorda vagamente sia a me che a Dome (NOME ATTORE) ci accomodiamo sulle panche di legno dove vi è già una pagnotta e ceniamo con arrosticini misti per me (agnello pollo e montone) e solo montone per Dome. Vedi purtroppo tanta miseria, come una signora che vende fazzoletti mendicante e che poi torna chiedendoci il nostro pane mangiato in parte, che ovviamente le diamo…
Conosciamo qui una coppia di Torino con cui ci scambiamo i numeri e con cui parliamo di viaggi! Li ritroveremo poi a Fes! Loro fanno il giro del Marocco inverso!
Ci salutiamo facciamo un micro giro della piazza e salutiamo così Marrakech! Tornati nel Riad andiamo sulla terrazza per goderci l’ultimo the! 
Venerdì 9 AgostoCi facciamo portare con il transfer all’aeroporto, andiamo dentro agli arrivi per cercare Inter Rent ma senza successo, così usciamo e scopriamo che Inter Rent è collegata alla compagnia più famosa Europcar. Ho prenotato con booking la vettura 301 Peugeut per 10 giorni con Inter rent costo 412 con ritiro h 9 da Marrakech Airport (comprensivi di 81 euro di copertura assicurativa). Al banco pago 860 DH per il conducente addizionale.  Ci danno una Renault Clio nera, facciamo la prova valigie e danno che le nostre 2 valigie ci stanno, controlliamo la macchina che è tutta ammaccata e poi partiamo! Torniamo indietro poiché voglio chiedere quanto è il costo dei km in più (che alla fine non ci addebiteranno così come la pulizia) e qui incappiamo in un marocchino che (stranamente) ha lavorato in Italia e ci offre di accompagnarci. Noi comunque siamo dotati di navigatore, che ci regalano in quanto non sarebbe incluso nel costo del noleggio! Partiamo alle ore 11, incontriamo per strada tanta gente che porta l’agnello, sul carretto, sul trasportino del motorino, e addirittura in macchina! Per farci uscire da aeroporto ci rompe le palle un marocchino che parla italiano e che dice ovviamente di aver lavorato in Italia, ci conduce per un paio di km e alla fine chiede paga, gli diamo 13 Dh ma lui si lamenta per il gasoline è poco, comunque non gli diamo nulla di più!
Lungo la strada ci rendiamo conto che sono pazzi scatenati nella guida: contro mano, motorini, carretti con asino o cavallo, motorini con cassone dietro, tutti che si buttano e nessuno che rispetta precedenza o semafori rossi! La strada verso il Passo Tizin Tichka (p. 124) a 2260 mt è piena di lavori in corso, anche se di per sé la strada per aggiungerlo è molto bella e suggestiva. Infatti è una strada vertiginosa tra curve e tornanti in un paesaggio quasi lunare.
Prima di giungere al passo, c’è un paesino con macellaio con ponticello dove c’è ristorante indicato da  Mauro, noi notiamo il paesino ma andiamo oltre. Ci fermiamo sul passo dove Dome compra due minerali: si tratta in realtà di quarzo bianco verniciato, ma per 18 euro va bene così! Almeno son davvero minerali!
Svalichiamo il passo e ci fermiamo  per pranzo al Caffè Restaurant Aguellous con menu a base di zuppa, spiedini per me e tajiine per Dome  di agnello! Tutto molto buono! Ci fermiamo nella Cooperativa a fianco che fa olio di argan, ma dopo qualche minuti salutiamo poiché io gli dico che dobbiamo andare: il viaggio è ancora lungo! Dopo circa 3 h e 45 minuti di viaggio, alle  ore 16.30 arriviamo finalmente a Ait Benhaddou (p. 126 – h 7-19 visita gratuita – visita alle case private a pagamento) che è uno dei luoghi più suggestivi del Marocco (p. 392 Rough Guide).
Sta per piovere, quindi parcheggiamo (a pagamento con parcheggiatore abusivo) e stiamo in macchina per 30 minuti buoni dato che inizia a diluviare! Appena smette, scendiamo e ci dirigiamo verso la fortezza! Si tratta di un villaggio di fango rosso, quindi le scarpe si colorano di rosso!
Qui Sergio Leone ha girato Sodoma e Gomorra.; ma non solo: è apparso anche ne il gladiatore e in Alexander. Giriamo nelle sue stradine, arriviamo in cima alla fortezza, c’è un vento fortissimo e avvistiamo due scoiattoli! Andiamo a salire la cima della collina da cui godiamo vista laterale di Ait Benhaddou poi scendiamo per goderci la vista più famosa della fortezza. Ritorniamo alla macchina, paghiamo i 10 DH al parcheggiatore e poi ripartiamo verso l’hotel. Passiamo dal centro di Ourzazate (p. 126) e notiamo anche gli Atlas Studios (p. 128) che sono studi cinematografici. In tutto percorriamo 229 km, per un totale di 4h e 32 minuti. Arriviamo al nostra kasbah che è veramente bella! Tutta in blu, ci accolgono con un the marocchino alla menta e biscotti, poi ci docciamo con prodotti da bagno loro ‘Le sens de Marrakech’ e poi andiamo a cena in giardino, dato che abbiamo prenotato il menu da 15 euro a base di antipasto (olive verdi e nere buonissime), la loro zuppa harrè buonissima e il couscous di agnello con verdure squisite! 
Sabato 10 AgostoFacciamo una sontuosa colazione con i loro tipi di pane, le loro crepes e il loro pane fritto insieme alla marmellata di datteri (che il proprietario ci regalerà). Sempre il proprietario ci dà dritte sulla mappa, segnalando cosa vedere e cosa comprare (per gli scorpioni del deserto) e ci chiede che programmi abbiamo per i prossimi giorni e poi paghiamo.
Facciamo tappa alla Kasbah di Taourirt (p. 128 – h 8-18.30 – 20 DH) che dista 6,3 km dall’hotel ed è la residenza del principe berbero. Per GV è una delle più grandi e interessanti. Sulle torri ci sono i nidi di cicogne.
Al primo piano c’è una mostra di quadri, vi è anche un artista che vende i suoi quadri, io compro un segnalibro per 2 euro dipinto a mano da lui. Facciamo la visita ai piani superiori e scattiamo delle belle foto dalle finestre tipiche con inferriate in ferro! Davvero molto bella!
Poi ripartiamo alla volta della Valle delle mille Kasbah. Lungo la strada che conduce alle Gole di Dades, si trova la Kasbah Amridil (p. 147 – h 8-19), che è la kasbah più ammirata del Marocco e che si trova a Skoura (p. 146), vasta oasi in uno scenario suggestivo a 40 km a nord est di Ouarzazate.
Passiamo infatti in mezzo a tanti palmeti, che fanno parte dell’Oasi di Skoura (p. 146)
Prendiamo la strada sterrata che conduce alla  Amridil Kasbah e ci limitiamo a fare soltanto le foto da fuori, e ci fermiamo a bere the nel ristorante a fianco. Regaliamo le prime penne ai bambini del ristorante e scambiamo qualche parola con il simpatico gestore. Regaliamo anche un paio di penne a due bimbi che sono vicini alla nostra macchina e che ci vogliono dare una foglia di palma intrecciata.
Lungo la strada c’è il villaggio El Kelaa el M-Gouna (p. 149) famoso per le rose, dove vi è un caotico mercato e da cui prendiamo la strada panoramica che va verso la Valle delle Rose per una veduta panoramica!
Tornati sulla strada principale al villaggio, dopo 500 mt a destra si trova Unité de Distillation de Rose (p. 150) quando ci passiamo noi purtroppo è chiuso, quindi tiriamo dritto. Prima di andare nella Valle di Dades andiamo nel paese vicino passando il ponte e pranziamo nel ristorante poco vicino Cafè Restaurant de Sud che si trova sulla via principale di Boumalne Dades Tinghir. Prendiamo così la strada che attraversa la Valle di Dades e che ci condurrà alle Gole di Dades (p. 154 – 2 stelle GV): uno dei panorami più famosi del Marocco; facile da percorrere grazie alla strada asfaltata fino a Imilchil. Il tratto più spettacolare parte dopo il ponte di Ait Oudinar (p. 206 GV). Ci fermiamo per fare qualche foto in un punto dove c’è un bambino che ci chiede caramelle o pastelli per l’ecole! Gli do l’unica penna che ho con me! Lungo la strada notiamo la formazione rocciosa ‘dita di di scimmia’ e ci fermiamo per sosta fotografica.  Proseguiamo fino in cima dove troviamo curve a gomito che vi porteranno in cima al valico da cui possiamo ammirare la gola. Noi ovviamente andiamo oltre per arrivare ad un punto ancora più alto, per addentrarci nelle Gole di Dades e per arrivare ad altri punti panoramici sulle Gole. Occorrono circa 40 minuti di auto dal bivio di Boumalne (p. 150). L’ultimo tratto attraversa un paesaggio molto più selvaggio di quello della parte inferiore della gola, torniamo poi indietro per fermarci nei pressi del Hotel Restaurant Tinzzillite(p. 157) che si trova proprio in cima al valico e che è l’ideale per fare foto panoramiche! Ovviamente piove un pochino, qui il tempo in agosto è molto incerto! Certo che trovare la pioggia in Marocco… Sono oramai le ore 19 e torniamo quindi verso il nostro hotel Auberge La Fibule du Dades che è sulla strada ed è vicino alle gole. E anche oggi abbiamo fatto 140 km circa.
Ci docciamo e poi ceniamo sulla terrazza, anche se purtroppo piove! La cena ha un antipasto e un cous cous che però non è nulla di che. Il ragazzo dell’auberge è simpatico, ci fa sentire versione marocchina di Bella Ciao! Prepariamo due sacche con i medicinali e un maglioncino dato che domani sera saremo nel Sahara. 
Domenica 11 AgostoFacciamo colazione sulla terrazza ma la nostra colazione è presa da assalto da una ventina di vespe! Io me ne stavo anche per ingoiare una nel caffè!!!
Salutiamo, saldiamo e partiamo alla volta della Gole di Todra. Occorreranno circa 70 km e 1h e 12 minuti di percorrenza. Ma prima di fermiamo a fare bancomat nel paesino di Baulmane.
Lungo la strada c’è punto panoramico che si affaccia sulle gole di Todra! E’ a circa 2 km dal ponte sul wadi! Lo riconosciamo perché ci sono tanti pullmann turistici, tante macchine e anche dei pic nic dei locali. Ci fermiamo e facciamo qualche foto alle Gole di Todra ( p. 159 – p. 246 della Rough Guide – 1 stella GV) che sono le conformazioni rocciose più impressionanti del Marocco meridionale. Dopo aver scattato qualche foto nel punto più impressionante riprendiamo la macchina e andiamo oltre, fermiamo la macchina e decidiamo di fare un minitrekking di un’ora per vedere il paesaggio lunare! Non c’è nessuno, io e Dome ci divertiamo a fare la foto con il salto! Strano ma ce la faccio pure io! Dopo torniamo, facciamo qualche foto alle rovine di kasbah e alle palme e poi proseguiamo lungo la strada per vedere le altre conformazioni rocciose che sono davvero spettacolari! Arriviamo anche ad un rudere che doveva essere stato un ristorante, quando ci rendiamo conto che la strada smette di essere interessante, facciamo dietro front!
Al ritorno ripercorriamo la strada all’inverso e ci fermiamo nel punto panoramico più famoso per ammirare il palmeto di Tinerhir (p. 157) qui ci vengono incontro due bambini, uno dei quali mi regala un cadeau, un cammello fatto con una palma intrecciata, noi gli regaliamo due penne! Andiamo verso Rissani, ci fermiamo nel villaggio prima che apre una paese fantasma in quanto non c’è nessuno ma solo un bar aperto dove facciamo scorta d’acqua (oltre a gelato, dolci e patatine! Insomma schifezze) dato che nei giorni successivi ci sarà la Festa del Sacrificio. C’è veramente tanto caldo, ci fermiamo ad un distributore per controllare la pressione delle gomme e fare benzina! Dopo arriviamo a Rissani (p. 167) piccola città desertica, ultima oasi del Tafilalt, famoso per i datteri. Qui ci fermiamo poiché voglio cercare insetticida, sono l’unica donna e da alcuni vengo guardata non benissimo, alcuni manco parlano francese alla fine giro 3 negozi e compro un insetticida (ne useremo 4 spruzzate). Ripartiamo alla volta del deserto, da Rissani ad Erg Chebbi ci sono ancora 37 km.
Mezourga Camp mi ha detto che il giro in dromedario parte alle ore 18.30. Dopo circa 3 h di viaggio in totale, riusciamo a trovare il punto di ritrovo grazie a mapsme e non certo grazie al navigatore che ci stava portando da tutt’altra parte! Arriviamo a HassiLabied (un po’ prima di Merzouga bisogna girare a sinistra), lasciamo l’auto nel box e prendiamo l’acqua (2 litri e mezzo) che però saranno a malapena sufficienti!
Nella casa collegata al Camp fa un caldo umido pazzesco, sudo tantissimo, alle 18.45 iniziamo la cammellata. Il mio cammello è giovane, quello di Dome più vecchio e anche più saggio, mi fa paura soprattutto la discesa dalle dune in quanto il mio cammello va troppo veloce nonostante il mio dirgli di andare slow! Ma lui è crazy e rincorre il sedere del cammello del Dome! Dopo circa un’ora di cammellata arriviamo alle dune di Erg Chebbi (p. 170) deserto di sabbia ocra, dove le dune sono alte fino a 150 mt. Purtroppo le nuvole pensano bene di piazzarsi davanti al sole e così addio tramonto 🙁 Riprendiamo il cammello e arriviamo al nostro campo, dove ci aspetta la cena e le musiche berbere! Io e Dome siamo gli unici ospiti! Ho un principio di colpo di calore, appena terminata la cammellata mi sento un po’ di vomito e manca poco che svenga! Bevo the marocchino e bevo acqua, mi sdraio un po’ nella tenda dove c’è un caldo cane e poi cerco di mangiare un pochino, mangio tutta la zuppa squisita, lascio le verdure (che Dome dice essere buonissime) a Dome e assaggio un po’ di tajine con pollo! Bevo soprattutto acqua a piccoli sorsi! Purtroppo ci sono nuvolo e si fatica a vedere le stelle 🙁
Passiamo la notte nel deserto.
Ovviamente mi riprendo un po’ ma mi viene dissenteria, 5 attacchi in tutto, e l’imodium diviene il mio migliore amico. Dormiamo in tenda ma fa un caldo fottuto, facciamo la sauna e ogni ora ci svegliamo per rinfrescarci con il vento fuori, alle 4 riusciamo perfino a vedere una stella cadente. La sveglia è all’alba! 
Lunedì 12 AgostoLa sveglia è alle 5.30, così ci prepariamo, diciamo che potevamo evitar sia il maglioncino che i sacchi letto e poi ci rimettiamo sul cammello per andare nuovamente sulla dune ad ammirare l’alba! C’è un vento fortissimo che solleva la sabbia, essendo senza occhiali da sole un granello di sabbia mi graffia il cristallino (me ne accorgerò dopo e butterò via una lente )
Bellissimo quando vediamo il sole sorgere dalle dune, una volta alto torniamo sul cammello, troviamo una bottiglia piena di sabbia del Sahara che decidiamo di portarci a casa per non disperderla, e poi ci rimettiamo sul cammello! Mi sono ripresa e riesco ad essere più rilassata (anche se mi tengo sempre forte alla sella del mio cammello crazy). Una volta arrivati nella casa, salutiamo i nostri compagni di viaggio, li ringraziamo, facciamo colazione, saldiamo e ripartiamo. Sono le ore 8, mai partiti così presto!
All’altezza di Rissani prendiamo il circuit touristique (p. 169)  di 21 km di lunghezza, che passa attraverso piccoli villaggi di fango come Ksar Abouan (o Abbar) e ksar di Oulad abd el-Halim. Pli abbiamo cercati ma senza successo, abbiamo però visto bambini vestiti a festa (oggi è la Festa del Montone) che vanno in giro a trovare i parenti! Passiamo pper Erfoud (p. 166), che è famoso per i fossili; dalla cima di un borj un piccolo bastione a sud est di Erfoud – forse Borji Est si ammirano deserto e i palmeti. Continuiamo senza fermarci passando per Ksar Maadid (p. 87 MP) che si trova a 3 km a nord di Erfoud dall’uscita in direzione El Rachiidia.Notiamo un’imponente porta di ingresso, ma non c’è anima viva in giro, e anche la parte dedicata al mercato è deserta dato che è festa, pertanto decidiamo di procedere lungo la strada, notiamo sangue in strada di montoni che sono stati appena scuoiati! Ci fermiamo invece lungo la strada all’altezza del piccolo villaggio Aoufous (p. 165 – p. 636 Routard). Qui notiamo gente che sta sgozzando un montone sul balcone e un gruppo di bambini che è già nel villaggio e che nel giro di un minuti si arrampicano venendo verso di noi! Per fortuna che ho le matite e le penne nella portaoggetti della mia portiera, ne prendo qualcuna e le dò alla massa di bambini!  Ci fermiamo al belvedere da cui si gode un grandioso panorama sui palmeti della Valle di Ziz e per l’Oasi del Tafilalt (p. 163) che ospita più di ottocentomila palme, famose per la qualità dei loro datteri. Qui sostiamo nel bar ristorante dove facciamo tappa con caffè e succo d’arancia fresca, per le loro turche occorre buttare giù un secchiello d’acqua e anche per lavarsi le mani non c’è acqua corrente ma occorre utilizzare il secchiello, questo mi fa capire quanto davvero sia preziosa l’acqua. Riprendiamo la strada e facciamo altre soste panoramiche. Decidiamo anche di fermarci lungo la strada per visitare la sorgente source blue di Meski (p. 165) che è a sud est di El Rachidia, segnalata circa 1 km a ovest dalla strada principale. Una volta stoppata la macchina, massa di bambini ci viene incontro e vuole soldi, ma gli diamo matite, Dome gli dice ‘pour l’argent travailler’! Iniziano ad essere un po’ opprimenti! Andiamo giù alla sorgente, qui troviamo un marocchino che ha negozio e che ci vuole fare da cicerone, in italiano, pertanto non di fa pagare l’ingresso alla sorgente (che è una gran chiavata!) tanto che non faccio nemmeno una fotografia! Dopo ci invita a bere the nel suo negozio e alla fine arriva a chiederci se abbiamo magliette o altro da barattare, Dome è diventato sgamato e quindi ne usciamo con quasi nulla, se non fosse che vede un fossile e vorrebbe barattarlo con un suo coltello, ma alla fine l’amigo marocchino vuole soldi! Ma vaff.. al che Dome gli mette in tasca 20 DH per il the (che prima non voleva) e ce ne andiamo! Riprendiamo la macchina e dopo circa 3 km a est ci fermiamoal Bordj Est dello Ziz, che offre uno straordinario punto di osservazione sulla distesa di palmeti dell’oasi e sul deserto intorno. Peccato solo che qui ci assillino due marocchini spaccacazzo che vogliono venderci a tutti i costi i minerali, nonostante i nostri no! Inizio ad averne piene i maroni della loro insistenza! Uno mi segue fino alla macchina, ci chiedono se abbiamo droga o se vogliano droga e alla fine non se ne vanno senza niente: gli dobbiamo dare una bottiglia d’acqua! Riprendiamo il viaggio e ci fermiamo in un punto dove non ci sono marocchini spaccaballe, ovvero a sud faglia di Ouadi Ziz, dove c’è un belvedere con magnifici panorami sulla montagna e sul palmeto. Sostiamo vicino a due begli ksour ovvero strutture difensive ifri e Amzrouf – entrambe circondate da oasi – vicino alla macchina c’è una bambina che si affaccia ed è timida, quindi Dome si avvicina e gli dà una matita rossa, sua mamma ringrazia, meno male che c’è anche della bella gente che lascia dei bei ricordi di questo viaggio! Arriviamo infine a vedere le magnifiche Gole di Ziz (p. 636 Routard paesaggio con rocce scavate) cui scattiamo diverse foto, e arriviamo alla parte indicata come la più interessante, che è quella vicina al Tunnel del Legionario o Tunnel de Foum-Zabel (p. 350 Routard) che è un bel punto panoramico. Peccato che ci sia una marocchina mendicante che rompa un po’ le palle!
Riprendiamo la strada e dopo circa 1 h arriviamo finalmente al Riad Villa Midelt, passando per il centro di Midelt (p. 381). Anche oggi abbiamo trascrso 3 h e 39 min di viaggio, per un totale di 256 km, lungo il tragitto abbiamo visto un somaro morto e un cane che mangia una pecora morta.
Ci accoglie un signore estremamente gentile con un buonissimo the alla menta, siamo stravolti, e poi non ci siamo fatti la doccia dalla sera prima, dato che nel deserto c’era soltanto un lavandino con un rivolo d’acqua.
La camera è un mini appartamento, il letto comodissimo a 2 piazze e mezzo! Ci chiedono cosa vogliamo per cena e optiamo per poplette con sugo cotte nella ceramica. Davvero super, forse la cena migliore della vacanza! Anche la location è top, dopo cena facciamo un giro nella piscina, che però non utilizzeremo!
Dormiamo senza aria condizionata con la finestra leggermente aperta! Ne abbiamo bisogno. 
Martedì 13 AgostoDopo una notte estremamente riposante, facciamo un’ottima colazione, paghiamo e poi ci rimettiamo in marcia alla volta della foresta dei Cedri!
Dopo due ore di percorrenza lungo la strada in cui vediamo asini, cavalli e mucche (pure un asino morto) arriviamo alla Foresta dei Cedri (p. 374 – 2 stelle Guida verde) dove si possono avvistare le piccole scimmie berbere. Parcheggiamo e compriamo gli arachidi da un avventore. Poi decidiamo di proseguire per la strada sterrata e dirigerci verso i cedri giganteschi: qui passiamo in mezzo a boschi di sempre verdi, montagne con ruscelli, pare di essere in Trentino e non in Marocco! Arrivati a destinazione notiamo i due grandi cedri secchi, ma l’attrazione più grande sono le bertucce! Compriamo due secchielli di mele per un totale di 20 DH (2 euro), così scatto un sacco di foto al Dome che mangia insieme ai suoi amici, in particolare ad una bertuccia grossa che gli mette la mano sulla gamba quando finisce la sua mela! Dopo avere finito arachidi e mele, riprendiamo la macchina e torniamo alla strada principale, dove prendiamo il bivio che segnala le Circuit Touristique des Cedres: qui vediamo alberi e cedri sulle montagne, un paesaggio molto rilassante e molto trentino o svizzero! Terminato il circuito riprendiamo la Route des Cedres (p. 166 Guida Verde) per dirigerci verso Ifrane. Decidiamo di saltare Azrou (p. 377) in quanto temo che non ci sia molto tempo per fare tutto. Poi le bertucce le abbiamo già viste!
Facciamo tappa intermedia a Ifrane (p. 373) a 1650 mt, considerata la ‘Svizzera del Marocco’ dove pranziamo con due panini presso il bar dell’hotel Chamonix.
Ci rimettiamo in macchina e andiamo verso Fes. Facciamo un giro di un lago che però purtroppo ora è completamente secco. Riprendiamo la strada principale e dopo circa 87 km e 1 h e 41 minuti di percorrenza arriviamo a Fes (p. 324) chiamata la Perla d’Oriente.
Prima di arrivare al Riad andiamo in macchina alla Borj Sud che si trova un po’ fuori dalla cinta muraria per panorama meraviglioso sulla città.Purtroppo è chiuso, pertanto andiamo verso l’hotel. Non riusciamo a trovarlo, quindi ci ritroviamo a girare intorno alla porta Blu due volte, incrociando anche un pazzo (che molto probabilmente ha abusato troppo di acidi!). Non troviamo il Riad in quanto la nostra mapsme mi segnala un luogo inesistente, al che al secondo giro ci fermiamo davanti alla Porta Blu dove vi è un poliziotto, scendo e chiedo informazioni in francese, al che lui ci chiama dal suo telefono il Riad! Ci diamo appuntamento davanti alla Farmacia, così il custode cameriere ci viene incontro a prenderci. Ci indica dove poter parcheggiare per 10 Dh in una via con un parcheggiatore (abusivo ovviamente) che però ci fa parcheggiare la macchina! Andiamo così in 2 minuti a piedi al Riad. Mi informo già da lui se è sicuro la sera ma lui dice che ci sono crazy people quindi dopo le 22 meglio non girare da soli!
Il Riad si trova appena fuori dalla Porta blu Bab Boujeloud (p. 326), fuori dalla medina in posizione migliore più comoda per non addentrarsi subito nella medina con i bagagli.
Ci preparano il the di benvenuto e ci mostrano la camera, molto bella con bagno molto spazioso. La camera è tutta intarsiata, quindi ha un forte odore di legno; comunque bel riad e personale molto gentile!
Molliamo i bagagli e andiamo subito a fare un giretto per la medina così da renderci conto di come è Fes.
Ci lasciamo guidare dall’app,  e il nostro obiettivo primo è arrivare al The Ruined Garden (p. 346) che si trova in  in Derb Zertana a pochi minuti a piedi dal Riad e che è aperto dalle h 19.30-22; dato che ho letto che ti vengono a prendere e ti riportano al Riad prenotiamo per la sera successiva  per le ore 20 e chiedo ovviamente se possono accompagnarci a fine cena! Il posto è davvero molto carino! Dopo ci incamminiamo verso la Porta Blu, facciamo alcune foto e poi ci facciamo un buon orange juice dal baracchino che sbuccia le arance sul momento proprio dall’entrata della porta blu! Molto simpatico e sdentato! Proviamo così ad orientarci e ci dirigiamo verso  piazza Bou Jeloud (p. 326) dove dalle h 8 alle 20 si tiene un mercato con teste di animali esposte! L’odore è molto forte, ci sono anche animali in gabbia, polli e la via è coperta da pannelli in legno, cosa che mi dà un’idea di poca sicurezza, accentuata anche dal fatto che in questi passaggi bui ci sono molti uomini con lo sguardo perso (quanta roba si saranno fumati!) che ti osservano come se fossi un’aliena… o una preda! Cerchiamo così di andare a cena al Cafè Clock (p. 345 – h 9-22 – carne di cammello), qui ci imbattiamo in due ragazzino avventore che ci fa vedere che è chiuso in occasione della Festa del Sacrificio e che si offre di portarci a cena in un altro posto, che per fortuna  si trova a  4 minuti dal nostro Riad, nota positiva! Il ragazzino che si unisce all’altro ragazzino rompe le palle per avere dei Dinari, Dome gli dice che per i dinari si va a lavorare 🙂 in francese se l’è pure imparato! Il locale si chiama Perokè, è su 4 piani, e noi ci accomodiamo all’ultimo piano sulla terrazza dipinta dai colori vivaci! Molti di quelli seduti fumano illegale, Dome ordina un tajine vegetale io solo da bere e attendiamo la bellezza di 1 h e 50 minuti! Meno male che siamo arrivati presto! Usciamo alle 22, conosciamo un ragazzo italiano che viaggia in solitaria e io intanto mi studio ripetutamente il percorso da fare per tornare al Riad! Per fortuna non ci accade nulla i male, e arriviamo al Riad sani e salvi!
Concordiamo la colazione per le ore 8.30 di domani mattina e facciamo il piano di battaglia: la prima tappa saranno le concerie per sentire meno puzza e anche perché al pomeriggio l’attività dei conciatori potrebbe stopparsi causa caldo!
Oggi abbiamo percorso 210 km circa in totale!
Mercoledì 14 AgostoVisita a Fes (p. 324).
Facciamo un’ottima colazione sul tetto con tanto di pane cotto al momento,  succo d’arancia fresco e altre prelibatezze preparate dal nostro amico simpatico e cortese.
Alle ore 9.30 usciamo dal Riad dirigendoci a nord alla volta della nostra prima tappa, ovvero il quartiere dei conciatori.
Mi sono organizzata e ho segnato sull’app mapsme i punti di interesse per cercare di non perderci, anche se un po’ sarà inevitabile.
Le Concerie Chouara sono l’immagine simbolo di Fes. Non sono accessibili direttamente ma il lavoro dgli artigiani può essere osservato dalle terrazze dei negozi che si affacciano sui ‘cortili Chouara’. Come deciso, ci dirigiamo alle 9.30 verso le concerie, perché al mattino le vasche hanno le tinture colorate. Passiamo attraverso i vari Suq e stradine strette e coperte, e man mano ci avviciniamo alle concerie l’odore si inizia  a sentire. Arrivati in zona miriamo a cercare la porta N° 10 su Derb Chaoura per una delle viste migliori; in realtà non ci arriviamo ma un negoziante (non di pelle) vede e intuisce cosa stiam cercando e ci dice che il N. 10 è qui, in realtà il 10 è scritto a mano e nemmeno tanto forte, ma noi saliamo lo stesso. Si tratta di una cooperativa che vende prodotti in pelle, saliamo sulla terrazza e il tipo ci dà qualche spiegazione a gratis, se poi vorremmo comprare qualcosa saremo i benvenuti. La vista è più laterale e non così centrale da questo balcone ma riusciamo a vedere anche le vasche con l’ammoniaca e quelle con il mulino dove lavano le pelli. Dome dice al tipo che vogliamo andare giù presso le vasche, lui ci dice che dobbiamo cercare il guardiano ma non dargli di più di 2 DH per entrambi. Allora scendiamo, il tipo ci trova subito e ci porta così proprio in mezzo alle vasche, facendoci pestare escrementi e chissà cosa altro. L’odore è forte ma non così stomachevole come temevo! Comunque non vomito la colazione e non mi serve nemmeno il rametto di menta (che vedo in mano  a una signora). Il tipo ci accompagna in mezzo alle vasche, ci troviamo così a camminare a bordo delle varie vasche (io ho il timore di caderci dentro), ci sono alcuni conciatori che lavorano con ombrelloni e mi chiedo come facciano a lavorare in quelle condizioni…Parla pochissimo, un misto di francese marocchino e gesti. Mi dà una mano a non caderci dentro 🙂 poi ci porta in 2 o 3 punti panoramici dove possiamo scattare foto molto belle! La luce è perfetta! Alla fine gli diamo anziché 2 Dh 10 Dh, ma per noi questa mancia è valsa il viaggio! Torniamo alla cooperativa, Dome compra un borsello marsupio per lui, io mi prendo uno zaino bellissimo chiaro  e Dome prende un portasigarette da regalare. Mediamo ma alla fine scampiamo il tutto per 110 euro, troppo per il Marocco ma per un marsupio e per lo zaino il prezzo parrebbe poco (in Italia!).
Mi ero segnata che le borse in cuoio più belle sono quelle dei suk di Marrakech o Fes e che la pelletteria migliore si trova nei negozi vicino alle conceria. Poi ci facciamo convincere ad andare da una cooperativa dell’olio di argan e qui non compriamo nulla ma la tipa vuole la mancia per una spiegazione di pochi minuti…
Torniamo così nel Riad dove lasciamo i nostri acquisti, prendiamo su dalla cassaforte un po’ di contanti e proseguiamo con la nostra visita nella Medina (p. 332). Ci andiamo a fare una buona spremuta d’arancia fresca vicino alla Porta dove siamo andati ieri sera (qui Dome contratta il prezzo) e poi andiamo a visitare la Medersa Bou Inania (p. 327 – h 9-17 – 20 DH) che vanta mosaici variopinti oltre a un mihrab – da non perdere sala della preghiera e facciata). Di fronte c’è la Casa del Carillon con campane bronzee (13 finestre per vedere l’interno ma non ci facciamo caso). All’interno della Medersa si respira un’atmosfera tranquilla, sono le 12 e il caldo inizia a farsi sentire, ma almeno siamo liberi di scattare foto, leggere la guida e rilassarci senza sentirci continuamente sotto tiro. Usciamo dalla Medersa e ci dirigiamo verso il Suq dell’henné (p. 327): uno dei più antichi e caratteristici della medina di Fes per poi ritrovarci in Place e Musée Fonduk Nejjarine (p. 327): una delle piazze più belle della medina, uno dei più famosi edifici di Fes con grande fontana. Si tratta della piazza dei carpentieri con piccolo caravanserraglio (h 10-17 – 20 DH) dove però decidiamo di non andare. Passiamo attraverso il mercato a fianco ma poi decidiamo di tornare indietro per andare verso la  Medersa El Attarine (uno dei capolavori dell’arte merinide)che purtroppo non vediamo 🙁 in quanto invece entriamo e visitiamo la Medersa El Cherratine (questi nomi si somigliano tutti!!!) dove però possiamo salire anche ai piani superiori. Qui ci siamo noi e altri 2 turisti, possiamo rilassarci, leggere la guida e vedere dove andare poi. Prima di giungere a questa medarsa ci imbattiamo in bambini che vogliono farci sbagliare strada apposta! Devo ammettere che se mi fossi sentita più libera avrei sicuramente visitato più cose e invece questo continuo essere presa da assalto non mi ha purtroppo fatto godere a pieno il viaggio e i posti…peccato! Usciti dalla Medarsa andiamo verso Place es-Seffarine (p. 333) che è la piazza degli artigiani dell’ottone, passando attraverso il Suq el-Attarin (suq delle spezie) dove ci fermiamo a comprare noci e datteri! Anche qui la solita marocchinata, il tipo ci fa assaggiare le noci più buone ma poi ci dà quelle meno buone! Marocchini….. Come se non bastasse mangiamo i datteri e si avvicina un ragazzetto che ci vuole indicare la Moschea, noi rispondiamo scocciati con NO SHUCRAN  e lui ci dice ‘guardate che non vi mangiamo…’ mentre intanto torna dai suoi amici, e il Dome in risposta ‘No, volete solo i nostri soldi’. Comunque ci rimettiamo in marcia e arriviamo così alla  Place es-Seffarine, descritta come la più affascinante di Fes… putroppo è tutto chiuso poiché gli artigiani sono in vacanza per la festa del Sacrificio, ovvero il montone… che peccato! Un mortorio, riprendiamo così la strada del ritorno e ci imbattiamo per caso (oramai anche se abbiam l’app comunque un po’ ci disorientiamo…) nella Grande Moschea, Moschea Kairaouine che è tra le più belle architetture del Marocco. Dato che c’è un gruppo di turisti organizzato siamo fortunati e riusciamo a veder la porta aperta più grande che si trova su rue Bou Touil e così riusciamo a vedere un po’ di cortile. Mentre ci dirigiamo noto l’entrata della Madersa El Attarine ma dopo averne viste 2 iniziamo ad essere un po’ stanchi e un po’ provati… Torniamo quindi verso la Porta Blu, oramai i venditori che lungo la via principale ci saluta non gli rispondiamo nemmeno più… Oramai sono sull’orlo di mandare a quel paese qualcuno… Arrivati quasi alla porta oramai sono le 16 circa  e prendiamo la saggia decisione di fermarci a mangiare un panino in un posticino che ha 4 tavoli, prima di accomodarci incontriamo il nostro amico marocchino-tedesco conosciuto a Marrakech! Lo salutiamo e poi ci sediamo! Ci facciamo uno squisito panino per pochi Dh, mentre ci godiamo il passeggio. Dietro di noi c’è una spa famosa (aperta però con orari-ingressi diversi per uomini e donne) segnata anche sulla guida, il tizio ci lascia il depliant solo come informazione.
Stanchi della medina, decidiamo di andare in visita ai Giardini Bou Jeloud (p. 331 – aperti fino alle h 19) che sono 9 minuti a piedi dal Riad  e che sono un’oasi di tranquillità. Vaghiamo sempre con lo sguardo un po’ guardingo di chi teme sempre di essere fregato, quindi ogni persona che incrociamo la scrutiamo per capire se sono potenziali spaccamaroni!
Ci rilassiamo per una decina di minuti, e poi andiamo verso il il Palazzo Reale (p. 331) poiché vorrei vedere le loro porte, ne troviamo una e poi mi lascio guidare dall’applicazione che però non è molto affidabile, per caso ci imbattiamo in una via che è bianca e viola, non turistica ma davvero troppo carina! Alla fine di questa via c’è pure una pianta di maria e una porta di una moschea, le persone qui sono gentili e non ti importunano. Appena lasciamo la via sempre seguendo l’app incappiamo in 2 ragazzini che ci vogliono forse vendere della droga ma che vengono sbolognati da una matrona con in braccio in un bambino che li smarina in 2 secondi e che con i gesti ci fa chiede se va tutto bene! Signora numero 1! Proseguiamo e qui troviamo dei ragazzi e dei bambini estremamente insistenti che ci vogliono condurre e che vogliono soldi, ci dicono che di là non si va da nessuna parte, Dome ripete che vogliamo solo fare fotografie ma non si riesce a fare nessuna fotografia in pace, sono una cosa insopportabile e sono sul punto di perdere la pazienza, poi la richiesta di argent (soldi inf rancese) e Dome che risponde con un francese corretto ‘pour l’argent a travailler’ 🙂 Un signore gentile ci dice che la strada è chiusa e alla fine decidiamo di tornare indietro, per un po’ seguiti da loro ma che alla fine ci mollano non avendo raccimolato niente!
Come pollicino cerchiamo la strada del ritorno, ci stiamo per perdere ma un signore gentile (per fortuna qualcuno c’è) ci indica la via corretta! Ritrovata la via del ritorno, andiamo al Riad dove ci cambiamo per andare a cena prenotata. Sentiamo via wup i nostri amici torinesi che sono arrivati a Fes e ci chiedono di trovarci a cena. Arriviamo a piedi a Cena al The Ruined Garden (p. 346) dove beviamo coca cola un the e prendiamo il tajine con l’agnello; il posto è davvero bello, siamo gli ultimi a terminare la cena e ci facciamo accompagnare ai rispettivi Riad alle 23.30 al Riad, notando che per strada c’è davvero poca gente da sola e qualcuno che gira ha comunque l’accompagnatore. La guida diceva infatti che la medina di sera è pericolosa. 
Giovedì 15 AgostoFacciamo bagagli, colazione e dopo avere salutato i nostri accoglienti amici del Riad, partiamo per la visita alla città di Meknes (p. 355), la meno appariscente di tutte le città imperiali, che raggiungiamo dopo 55 minuti circa. Parcheggiamo vicino al Mausoleo di Moulay Ismail (p. 359 h 8.30-12 e 14-18; gratis, visitabile anche dai non mussulmani) che però purtroppo è chiuso per restauri :(! Peccato. Il parcheggio almeno è gratuito.
Visitiamo la piazza Lalla Aouda (p. 358), che  vicinissima alla medina e notiamo la porta Bab el-Mansour che è la porta della medina, porta enorme forse la più bella di tutto il Marocco. Qui un marocchino guida cerca di  proporci una visita guidata ma capisce che siamo veramente stufi e infatti ci chiede da dove proveniamo,  notiamo comunque che qui non sono insistenti, si può girare e fotografare senza essere sotto assedio!
Ci facciamo una gustosa spremuta d’arancio e ci addentiamo nella medina, entriamo nel mercato coperto (p. 367) dove girovaghiamo e ci facciamo un buon caffè! Passiamo davanti all’entrata della Moschea Medersa Bon Inania (10-18 p. 37; visitabile a pagamento 10 DH anche da non mussulmani ) ma non ci entriamo, siamo un po’ stanchi delle moschee; torniamo alla piazza assolata dove ci sono bancarelle di centrifugati (p. 366) e di fichi d’india, infatti facciamo merenda con questi! Ci sono anche bancarelle di ceramiche e compro così 3 calamite ricordo di Meknes. Vaghiamo nel mercato coperto di pesce, spezie senza comprare nulla e poi andiamo a Place el-Hedim (p. 357) dove c’è un mercato di frutta e verdura e compriamo delle mini banane e pere, infine pranziamo in una delle bancarelle di sandwich (p. 364) con salsicce grigliate sul momento, davvero squisite! Ci accomodiamo nelle sedie di plastica che sono collocate dietro alla griglia disposte su 3 o 4 file! Qui conosciamo una coppia giovane, salutiamo e ci dirigiamo alla macchina, per partire alla volta di Rabat, che dista da qui 157 km.
Arriviamo a Rabat (p. 196) per le or e17 e parcheggiamo al parking Kenze (10 euro per 24 h) situato in avenue d’Egypte, 110. Da lì entriamo nella medina e in 5 minuti a piedi.
Il tipo del Riad pare parecchio stordito, ci accompagna alla nostra camera che è in cima alla terrazza e poi andiamo a visitare la Kasbah des Oudaias (p. 204), quartiere fortificato che si trova nella periferia nord della città, a 16 min a piedi dal Riad e che insieme alla Necropoli di Chellah è l’insieme monumentale più bello della città. Si entra da Bab-Oudaia (notevole esempio di arte almohade), bellissima! Ci facciamo tutti i vicoli da color bianco e blu, davvero molto belle! Cerchiamo e percorriamo rue Bazo (mappa p. 198), la via più affascinante, oltre a  Rue Zirara – dalla porta curvando a sx. Ci facciamo la Gradinata Laalami per scendere a una terrazza a picco sul mare e arriviamo alla panoramica Plateforme du Semaphore.
 Infine ci dirigiamo prima che chiudano ai Giardini andalusi e usciti ci fermiamo al Cafè Maure (p. 207)  aperto fino alle 19.30 dove ordiniamo un the alla menta guardando il tramonto sul fiume; c’è inoltre una bella vista sulla medina di Salè e sull’Atlantico. Proviamo a proseguire verso l’estremità a destra ma arriviamo ad un piccolo faro chiuso, torniamo così sui nostri passi e usciamo dalla Kasbah. Facciamo una passeggiata sul lungo mare fino al faro, e poi decidiamo di tornare indietro, possiamo così godere della vista della kasbah illuminata così come della bella porta illuminata. Scattiamo qualche foto e poi torniamo dentro alla medina. Ceniamo sulla Ave Mohammed dove ci sono tanti ristorantini a prezzi bassi e medi.
Optiamo per una pizza molto buona in un baracchino che sedie di plastica Chez Ajouan. 
Venerdì 16 AgostoFacciamo colazione e saldiamo e proseguiamo la nostra visita a Rabat, liberiamo la camera ma lasciamo i bagagli nel Riad, li andremo a prendere prima di partire dopo pranzo.
Attraversiamo la medina per uscire dalla medina e dirigerci verso la porta Bab el Had e la Torre di Hassan (p. 201), simbolo di Rabat che si trova su collina che domina il Wadi Bou Regreg. Visitiamo il Mausoleo di Mohammed V (p. 201 – h 8.30-189 aperto anche ai non mussulmani – gratis) di cui non perdere sarcofago e la cupola con muqarnas (stalattiti): veramente molto bello! Ci facciamo anche alcune foto con le gaurdie! Terminata la visita, torniamo a piedi verso la  medina (p. 197), che è la meno pittoresca e meno impegnativa di tutto il Marocco, purtroppo molti negozi sono chiusi, arriviamo così a percorrere la tranquilla rue des Consuls (p. 197 – top per lo shopping) che attraversa la medina con botteghe di artigiani e commercianti, ci fermiamo in un negozietto dove possiamo guardare senza essere assillati, compro così qualche calamita in legno, un posacenere in ceramica come suppellettile e Dome invece ne compra uno nero! Il ragazzo è veramente molto gentile, ci fa anche un piccolo sconto nonostante i prezzi siano abbastanza fissi.
Pranziamo dove abbiamo cenato ieri sera Chez Ajouan, dato che le pizze erano davvero molto buone, optando ora per un sandwich per Dome e tacos per me! Alle 15 siamo nel riad per ritirare i bagagli e partire alla volta di Casablanca, che dista da qui 87 km.
In 1 h e 20 minuti tramite l’autostrada arriviamo a Casablanca (p. 178): segnata poiché merita solo per la Moschea. Il nostro hotel è un hotel a 4 stelle, attaccato alla Moschea, scelto apposta, unico neo bisogna attraversare tutta la città, e guidare a Casablanca è davvero da eroi o da pazzi! Il navigatore ci fa passare dal centro, attraversando lavori in corsa, facendoci sostare a semafori dove ovviamente ci sono zingari che chiedono soldi! Nel nostro percorso passiamo dalla piazza principale ovvero  piazza Mohamed V. Come ho scritto su facebook ‘occorre essere coraggiosi per guidare a Casablanca!’ Infatti ci sono crazy people che guidano a Casablanca! Nel nostro percorso fermi a un semaforo un marocchino in scooter si gira e dice a me di chiamare il monsier (ovvio con me mica ci parla essendo io donna!) e io dico al Dome ‘ il tipo in scooter ti chiama’, il Dome che oramai è diventato più stronzo di me fa ‘digli di farsi i cazzi suoi’ 😀 ahahah! E così il tipo che sarà sicuramente stato uno spaccamaroni rimane a bocca asciutta, il semaforo diventa verde e partiamo, il tipo in scooter lo vedo affiancarsi, molto probabilmente deluso e pronto a cercare un altro pollo turista!
Arriviamo al nostro hotel, individuo il parcheggio sotterraneo e giriamo dentro, siamo finalmente arrivati! E’ presto, facciamo il check in ci danno mappa, andiamo in camera una super camera con letto a 3 piazze super comodo che ha una vista sulla Moschea Hassan II ! Ci facciamo una doccia rigenerante e alle 17.30 andiamo verso la Moschea Hassan II , facciamo così le foto, ci godiamo l’esterno, ci sono molti mussulmani che sono seduti sulla piazza di fronte che fa parte del complesso. Individuiamo così anche la biglietteria in modo che al mattino dopo sappiamo già dove dirigerci. Il cielo è plumbeo e nuvoloso, poi iniziamo a fare la promenade sul lungomare verso destra, così da fare alcune foto di profilo alla moschea. Purtroppo però non ci sarà un gran tramonto ma è bello vedere le onde che si stagliano sulla moschea. Ci sono alcuni che fanno il bagno, alcuni pescatori, altri che cazzeggiano sugli scogli (mi ricordo uno che lancia in mare una lattina di coca cola…che incivili!), e mentre stiamo camminando sugli scogli, in un pezzo Dome è poco più avanti di me e si accosta un marocchino giovane in bici mi supera, si gira e mi dice ‘hello how are you?’  io lo supero non rispondo e lui insiste ‘where are from?’ ma non mi spaccare le palle! Diciamo che oramai sono satura di marocchini! Camminando arriviamo fino al centro commerciale, vi entriamo, lo attraversiamo e chiedo info a una guardia del centro per chiedergli dove sta il famoso  Risk’s Cafè (p. 190) reso celebre dal film Casablanca che si trova nei pressi della medina (che decidiamo di non fare). Faccio un paio di foto e poi prendiamo la via del ritorno. Oramai la luce sta calando e decidiamo di andare a cena al Le Gatsby Cafè restaurant che non serve alcolici ma meno caro di altri e poi ha vista su Moschea. Pare un ristorante da ricchi, ordiniamo una paella e per servirla occorrono ben 40 minuti di attesa! E non è buona per nulla, anzi mi rimane sullo stomaco e mi farà passare una notte del cavolo 🙁
Ci alziamo e andiamo dalla moschea, per fare alcune foto in notturna, facciamo appena in tempo perché alle ore 23 spengono le luci e le guardie fanno liberare la piazza. Rientriamo così in hotel, usciamo sul nostro balcone dove assistiamo a un quasi ciocco sulla strada che passa dietro la moschea, è assistendo a queste scene di ordinaria follia marocchino che il Dome forgia il termine ‘gli puzza la vita’!!!
Sabato 17 AgostoDopo avere fatto una buona colazione inclusa di buon mattino, lasciamo le valigie in camera, ci vestiamo in modo adeguato per la visita alla Moschea (occorre avere gambe e braccia coperte fino al gomito) e alle ore 8.45 siamo davanti alla biglietteria per potere acquistare i biglietti per la prima visita guidata alla Moschea Hassan II (p. 179) delle ore 9.
La visita dura 1 h e il biglietto costa 120 DH. La nostra guida parla italiano, è proprio un marocchino, è quasi scocciato dal Dome che si attarda a fare le foto, gli preme soltanto prendere i soldi della mancia finale. Comunque la Moschea vale il viaggio, è veramente bellissima!
Terminata la visita, facciamo qualche foto in piazza (oggi c’è un cielo blu intenso e le foto rendono molto di più del pomeriggio precedente). Sono oramai le ore 10.45, quindi dobbiamo rientrare in hotel per cambiarci e fare i bagagli, dato che occorre fare il check out entro le ore 12.
Partiamo alle ore 11, passiamo in macchina dal Boulevard de la Corniche, che è a 1,7 km dall’Appart Hotel e poi andiamo verso autostrada.
Dopo un’ora e mezza circa arriviamo ad El Jadida (p. 224 – 2 stelle guida verde), c’è un caos tale dato dai tanti marocchini in villeggiatura! Parcheggiamo in un parcheggio sotterraneo a pagamento e andiamo a visitare la bella cittadella portoghese Mazagan. Evitiamo la visita alla cisterna (p. 226 – 10 DH h 9-13 e 15-18) che è il monumento più famoso in quanto costa 10 DH per i marocchini e 60 DH per gli stranieri! Facciamo invece la camminata lungo i bastioni e saliamo sul Bastion de l’Ange (p. 225 – h 9-17) da cui si gode un bel panorama. Usciti dalla cittadella, pranziamo in uno dei ristoranti di pesce in Ave de Suet (p. 226) dove ordiniamo  un fritto di mare e un piatto di calamari fritti, per un totale di 20 euro in 2! Il servizio è alla buona, ci sono scottex di carta sul tavolo ma il cibo è eccezionale! Mentre attendiamo il pasto un airone fa il ladro e ruba qualche pesce fresco che si trova nell’espositore lungo la strada! Peccato non avergli fatto una foto!
Terminato il pranzo torniamo al parcheggio e partiamo alla volta di Essaouria, il viaggio è lungo ci attendono 3h e 20 min e 227 km! Lungo il tragitto vediamo un motorino che passa da una corsia all’altra superando un’isola di traffico! Arriviamo esausti alle ore 19 a Essaouria (p. 233 – p. 179 Rough Guide).
Non c’è parcheggio vicino all’hotel, entro ma la tizia alla reception non parla una parola di inglese o francese, solo marocchino, Dome prende iniziativa e parcheggia davanti a una specie di club a lato dell’hotel, non ci offrono nemmeno il the di benvenuto, ci fanno vedere la camera, oramai sono esausta e benchè la camera sia normale oramai sono stanca. Lasciamo i bagagli e andiamo nella medina a fare un giretto, le vie della medina sono piene di marocchini con figli, oramai non li sopporto più, ma qui la gente è tranquilla e non assillante come a Fes o Marrakech. Facciamo un giretto, vediamo il mercato del pesce (qui due ragazzi mi dicono madame e mi fanno il segno di sorridere, si vede che oramai ho messo la mia espressione incazzosa), come cena mangiamo in piedi, Dome mangia un panino con pane fritto e formaggino, suggerito da un ragazzo di colore anche lui in visita, io invece opto per una crepe alla nutella che mi costerà ben 12 Dh, ovvero 1,20 cent! Buonissima!
Siamo abbastanza stanchi, quindi ci dirigiamo verso il nostro Riad per doccia e nanna! 
Domenica 18 AgostoDopo avere fatto colazione, andiamo a visitare Essaouria
Ci vediamo tutta la Medina (p. 234). passiamo ma senza entrare nella via con diverse sfumature di blu: Rue ibn Khaldoun,passiamo dal souq delle spezie che si trova vicino al mercaro del pesce (proprio in mezzo alla piazza c’è un topo morto in mezzo)intanto cerco un possibile anello d’argento per me, non mi pare vero: qui si può entrare e guardare le vetrine dei negozi chiedendo il prezzo e uscendo da negozi anche senza comprare nulla!
Arriviamo alla Place Moulay Hassan e al porto, dove c’è bassa marea così possiamo andare in spiaggia e fare alcune foto. Il mechouar interno ha facciate bianche inondate di luce, uno dei luoghi più fotogenici della città.
Da lì andiamo verso verso il porto: Skala du Port (p. 235 – h 9-17.30) decidiamo di non salirci perché il biglietto costa 10 Dh per i marocchini e 70 Dh per gli stranieri, così andiamo oltre e arriviamo alla  Sqala de la Ville (p. 234) che dice essere ottimo per le passeggiate al tramonto. Da qui si può ammirare la spiaggia affollata e rinomata come una delle più belle del Marocco.Qui facciamo come i local e come mi ha consigliato il mio collega Mauro: compriamo i gamberi per 150 DH insieme a anelli di calamaro in uno dei banchi dei pescatori che vendono il pesce appena pescato, e andiam in fondo, dove tu lasci il tuo sacchetto e attendi che lo griglino. Ovviamente prendiamo di mira un tavolino, e appena quelli prima di noi finiscono ci sediamo, ordiniamo 2 coca cola e per 30 DH ci arriva il nostro pesce! Che bontà! Ovviamente si mangia con le mani, si buttano i resti sul tavolo!
Buonissimo! Unico neo: c’è sole e molto vento e Dome si prende una mezza insolazione! Torniamo verso la città, camminiamo fino ai bastioni, lungo la strada notiamo le botteghe dell’antica Santabarbara dove ci sono gli ebanisti che lavorano e vendono i loro prodotti.  Girovaghiamo ancora per la medina e io cerco sempre il mio anello, finalmente trovo il MIO che mi colpisce, il negozio si chiama Kassami Bijoux e si trova in rue Med Abdallal, entriamo e il negoziante  è molto carino, il prezzo è poco trattabile ma costa 24 euro, quindi direi che il prezzo è onesto, solo che è largo, quindi ci conduce in un laboratorio che mi restringe l’anello, ci diamo appuntamento verso le 18 per ritirare l’anello. Dato che sono le 16.30 torniamo un attimo nel Riad così Dome si riprende un attimo, dopo mezz’ora però usciamo per ritirare il mio anello, il nostro amico ci offre the alla menta e biscotti e ci offre il the e i biscotti, ci parla della sua famiglia e poi paghiamo, salutiamo  e andiamo ancora in giro per la città. Ceniamo dal mio amico delle crepes, io con la mia crepe alla nutella mentre Dome opta per una crepe sempre con nutella e banana. Questa sarà la nostra cena, dato che siamo cotti sono le 21 ma decidiamo di andare verso il Riad, mentre andiamo verso l’uscita della medina un marocchino mi vede e mi offre dell’haschish, che ovviamente rifiuto! Beh ovviamente non potevano concludere che in questo modo l’ultima notte marocchina! Comunque Essaouria ci è piaciuta tantissimo!
Lunedì 19 AgostoDato che la colazione non ci viene servita prima delle ore 7, lasciamo l’hotel alle ore 7  senza fare colazione, in quanto occorrono 2 h e 30 per arrivare all’aeroporto di  Marrakech Menara e alle ore 9.40 dobbiamo riconsegnare macchina. Nel primo tratto della strada marocchini hanno piazzato sopra gli alberi le loro capre a mangiare l’argan per farsi pagare per le foto scattate dai turisti ma noi non li vediamo.
Arriviamo alle ore 9.40, la macchina è parecchio sporca ma sarà che offriamo a loro acqua, il repellente per insetti e datteri che gli stiamo simpatici e non ci fanno pagare né la pulizia e nemmeno i km fatti in più!
Prendiamo il volo Iberia IB3341 da Marrakech Menara 1 alle h 12 e arriviamo alle 14.55 a Madrid Terminal S4.
Visita a Madrid. Prendere la metro 8 e scendere al Nuevos Ministerios e poi arriviamo a Sol (occorrono 37 minuti) Biglietto 4,5 euro a tratta.
Siamo molto cotti, Dome sopratutto quindi il programma che avrei voluto fare viene nettamente ridimensionato. Ci godiamo la Puerta del Sol dove scattiamo la foto con l’Orsa simbolo di Madrid  e da qui andiamo in calle de la cruz Enrique Tomas che fa panini al jamon, ci accomodiamo e ci facciamo finalmente il porco e una birra media! Sarà che non tocco alcool da 13 giorni ma mi sento ubriaca e assolutamente felice di essere di nuovo in Europa! Andiamo a Plaza Santa Ana molto carina anche se me la ricordavo più piccina, e infine ci dirigiamo verso plaza Major passando da un angolo grazioso dove ci fermiamo a prendere un caffè e infine arriviamo a Plaza Major, veramente bellissima come me la ricordavo, passando dal famoso  Arco de Cuchilleros. Facciamo qualche foto e sostiamo in piazza per un po’ godendoci la piazza!
Poi torniamo verso Plaza de Sol, facendo sosta per un altro panino con il jamon da asporto necessario per la cena, dato che avremo il volo alle ore 21.15. Prendiamo la metro alle ore 18.30 circa così da essere in aeroporto per le ore 19.15. Volo da Madrid Terminal 4 Air Nostrum IB8780 delle h 21.10 arrivo a Bologna Marconi alle h 23.25